E’ stato presentato il sito internet del servizio Zajezik

Dobbiamo usurfriuire dei diritti acquisiti

Fotografa il bilinguismo – istruzioni per l’uso dello sloveno nei rapporti con l’amministrazione pubblica e nella vita quotidiana.

GORICA – Incoraggiare l’uso dei diritti linguistici ed essere informati sull’uso dello sloveno nei rapporti con la pubblica amministrazione e nella vita quotidiana. Un nuovo sito web con il doppio ruolo del servizio linguistico istituito dalle due organizzazioni apicali della minornaza slovena del Friuli Venezia Giulia, SKGZ ed SSO, è stato presentato ieri al Trgovski dom a Gorizia. Il sito è accessibile su www.zajezik.eu ed è già presente sui social media facebook e instagram affinche il messaggio sia maggiormente visibile nel mondo giovanile.

»Il progetto è frutto dell’accorda tra l’SSO e l’SKGZ con l’intento principale di forniru supporto a tutti gli appartenenti alla comunità slovena per l’uso quotidiano della lingua. Saranno proprio loro i nostri principali interlocutori, in quanto siamo convinti che possiamo usufruire dei nostri diritti solo se disponiamo di un adeguato sistema informativo,« è stata l’introduzione di Livio Semolič. Il sito internet è stato presentato da Julijan Čavdek: »Quanto è ora presente sul sito è una base, che verrà implementata nei mesi successivi. Verrà caricato ancora parecchio materiale,« ha sottolineato.

Il sito internet è diviso in sezioni. Sulla prima pagina è possibile trovare una breve presentazione del servizioo Zajezik, i link di collegamento ai social media e alla pagina web dell’Ufficio centrale per la lingua slovena. A disposizione c’è il modello per inoltrare messaggi, proposte e consigli degli utenti. Navigando con l’ausilio della barra del manu è possibile consultare i contenuti quali i contatti, le notizie, la legislazione e l’elenco dei partner. I principali servizi offerti dal Servizio linguistico Zajezik sono divisi in quattro differenti sezioni: diritti delle singole persone tra i quali rientra anche l’aiuto per ottenere il riconoscimento del nome e/o del cognome nella forma originaria e per la giusta dicitura dei dati personali nei documenti personali; lo slovena nel pubblico con l’elenco degli uffici pubblici dov’è possibile l’uso dello sloveno. Nelle ultime due sezioni viene dato spazio al bilinguismo nel settore privato e in quello pubblico. Vi saranno pubblicate anche le foto e le buone prassi, dalle scritte bilingui nei esercizi commerciali alla segnaletica stradale.

Il Servizio per la lingua slovena Zajezik è già attivo anche sui social media. »Se oggi non ci sei sui social, non esisti. Facebook ed Instagram sono strumenti adeguati per avvicinarsi ai giovani. Innanzitutto inizieremo con la campagna »Fotografa il bilinguismo anche tu« con cui daremo la possibilità agli utenti di caricare le foto riguardanti il bilinguismo sul nostro sito,« ha spiegato Stefenia Beretta. Più persone usufruiranno dei propri diritti, hanno concluso i rappresentanti delle due organizzazioni apicali, più avremo successo: bisogna essere più coraggiosi anche nell’uso della lingua slovena.

Tradotto da: Primorski dnevnik, 5 aprile 2019

Ha accolto in pienezza le diversità dei fedeli goriziani

Le condoglianze scritte del Presidente Walter Bandelj per l’addio all’arcivescovo emerito Dino De Antoni

Venerì scorso il presidente regionale del SSO ha inviato all’arcivescvo di Gorizia mons. Carlo Roberto Maria Redaelli le condoglianze scritte per l’addio dell’arcivescovo emerito mons. Dino De Antoni.

Il Presidente si è rivolto all’arcivescovo di Gorizia a nome del SSO / Confederazione Organizzazioni Slovene e a nome suo personale. “Malgrado il dolore che suscita la sua perdita, crediamo che il Padre celeste, al quale mons. De Antoni ha consacrato la propria vita ed il proprio lavoro, lo abbia accolto con l’immenso amore di cui solo Lui è capace e del quale il Cristo morto e risorto rappresenta la più limpida testimonianza”, sono state le parole del presidente Bandelj.

Walter Bandelj, Drago Štoka, mons Dino De Antoni (fonte: Novi Glas)

Inoltre, ha ricordato nella lettera che i fedeli sloveni del Goriziano desiderano “ricordare l’arcivescovo Dino come il pastore che ha accolto il gregge goriziano nella pienezza delle sue diverse culture, lingue ed etnie delle quali anche la Chiesa goriziana trae la propria identità.”

Infine, il presidente Bandelj ha concluso la propria lettera con la ferma convinzione che “sarà per sempre cara l’attenzione ed il rispetto con i quali mons. Dino De Antoni ha saputo guidare i fedeli di lingua slovena.”

Lettera delle organizzazioni SSO ed SKGZ al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Dopo le allarmanti dichiarazioni date da alcuni rappresentanti politici
europei ed italiani durante la cerimonia commemorativa presso il monumento nazionale di Basovizza (TS), i presidenti delle due organizzazioni apicali della minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia Walter Bandelj (SSO) e Rudi Pavšič (SKGZ) hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarelli una nota che pubblichiamo per intero.

Egregio Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei a nome della comunità slovena in Italia per esprimere il nostro stupore e profonda preoccupazione in merito al tenore delle parole espresse durante la ricorrenza del Giorno del Ricordo.

Mai come questa volta i contenuti delle orazioni ufficiali tenute dalle massime autorità locali e nazionali sono state connotate da un approccio unidirezionale, senza un minimo accenno a quella complessità citata anche nell’ art. 1 della Legge 30 marzo 2004, n. 92 con la quale venne giustamente istituita tale ricorrenza e dove,  oltre a  “riconoscere il 10 febbraio quale »Giorno del Ricordo« al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra”, sicuramente non a caso viene citata anche “la  più complessa vicenda del confine orientale“. E proprio di questa complessa vicenda non vi è stata traccia nei molteplici interventi ufficiali, nei quali si è preferito, con frasi a effetto, additare un unico colpevole del prima e del dopo e dimenticare le atrocità del fascismo.

Tale approccio va in una direzione completamente opposta a quella delineata dallo storico incontro dei tre Presidenti della Repubblica Italiana, della Slovenia e della Croazia in occasione del concerto della pace di Trieste nel luglio 2010, quando una presa di coscienza comune sulle tragedie subite dalle popolazioni di queste terre sancì ciò che doveva diventare il patrimonio comune di tutti noi: mai più guerre né violenze, ma rispetto reciproco nella diversità, rispetto delle tragedie e rispetto della verità storica, che non va manipolata e sulla quale non ci devono essere speculazioni di natura politica di alcun genere.

In tal senso vorremmo ricordare il preziosissimo lavoro svolto dalla Commissione mista storico-culturale italo-slovena istituita nel 1993 tra i Ministri degli Affari Esteri d’Italia e Slovenia, con la finalità di effettuare una globale ricerca e disamina di tutti gli aspetti rilevanti nella storia delle relazioni politiche e culturali bilaterali.

La Commissione sopra indicata, composta da un Copresidente e sei membri per ciascuna delle due parti, si poneva l’obiettivo di produrre un rapporto finale da sottoporre ai due Governi. Ricordiamo solo i nomi dei componenti per parte italiana: il Prof. Sergio Bartole (Copresidente), il Prof. Fulvio Tomizza, il Sen. Lucio Toth, il Prof. Fulvio Salimbeni, il Prof. Elio Apih, la Prof.ssa Paola Pagnini, il Prof. Angelo Ara ed in seguito anche il Prof. Giorgio Conetti, la prof. Marina Cattaruzza, e il prof. Raoul Pupo, tutti nomi di prim’ordine e al di sopra di qualsiasi sospetto o dubbio relativo all’ imparzialità di giudizio.

Ebbene, proprio il difficile e impegnativo lavoro svolto per molti anni da questi storici dovrebbe costituire la base per qualsiasi considerazione e intervento sulle molteplici tragedie di queste terre, compreso il dramma dell’esodo e delle foibe che non deve essere in alcun modo dimenticato nè sminuito e tantomeno strumentalizzato.

La comunità slovena del Fvg ha da molti anni intrapreso un percorso di collaborazione con l’associazione degli esuli ANVGD partendo da quello che è il rispetto reciproco per i torti e le violenze subite da una parte e dall’altra. E proprio questo rispetto ha fatto sì che lo spirito di convivenza interetnica e la collaborazione transfrontaliera siano divenuti patrimonio di tutti noi, riportando un clima di serenità tra le varie anime di questa area plurale e multiculturale. Tanto più ciò vale per le due minoranze, quella italiana in Istria e quella slovena in Italia, che rappresentano il collante ideale di queste terre.

Pertanto siamo rimasti colpiti e amareggiati nel sentire delle frasi che ben poco hanno a che fare con la riconciliazione e il rispetto della memoria, anche perché è del tutto risaputo che tra le vittime delle foibe, oltre ai numerosi italiani, c’erano anche diversi sloveni e croati. Auspichiamo quindi una maggiore sensibilità anche in occasioni come questa, per non disperdere il grande lavoro svolto da tutti coloro i quali si sono impegnati per vari decenni nel tentativo di rimarginare le profonde ferite inferte dalla storia alle genti di queste terre di confine.

Predstavitev brošure Mi, Slovenci v Italiji v senatu

Predstavitev brošure Mi, Slovenci v Italiji v Senatu.

V četrtek, 28. februarja 2019, je v dvorani posvečeni padlim vojakom v Nassiriji v palači Madama potekala predstavitev brošure Mi, Slovenci v Italiji. Na predstavitvi so sodelovali senatorka Tatjana Rojc, ki je tudi koordinirala posege, senator Gianclaudio Bressa ter predsednika krovnih organizacij Walter Bandelj (SSO) in Rudi Pavšič (SKGZ).

Govorniki, ki so predstavili brošuro Mi, Slovenci v Italiji so podčrtali pomembnost te izdaje in se osredotočili na aktualna vprašanja v zvezi s slovensko narodno skupnostjo v Italiji. V ospredju je bilo slovensko predstavništvo v rimskem parlamentu, ki ga omenja zaščitni zakon 38/2001 v členu 26. Odgovora na to vprašanje še ni in omenjeni člen ostaja še vedno neizpolnjen. Politične razmere pa so se v tem času tako spremenile, da je izvolitev slovenskega predstavnika v parlament že skoraj nemogoča.

Med predstavitvijo so posegli še slovenski veleposlanik pri Svetem sedežu Tomaž Kunstelj, pooblaščena ministrica Mojca Nemec van Gorp in predsednik združenja manjšin v Italiji Domenico Morelli. Prisotni so bili tudi nekateri senatorji.

Pred predstavitvijo brošure Mi, Slovenci v Italiji, je predsednika Walterja Bandlja (SSO) in Rudija Pavšiča (SKGZ) sprejela predsednica senatne zbornice Marija Elisabetta Alberti Casellati. Srečanje, ki je potekalo v zelo vljudnih in odprtih tonih, je bilo osredotočeno na iskanje rešitve za slovensko zastopstvo v rimskem parlamentu.

Lettera delle organizzazioni SSO ed SKGZ al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Dopo le allarmanti dichiarazioni date da alcuni rappresentanti politici
europei ed italiani durante la cerimonia commemorativa presso il monumento nazionale di Basovizza (TS), i presidenti delle due organizzazioni apicali della minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia Walter Bandelj (SSO) e Rudi Pavšič (SKGZ) hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarelli una nota che pubblichiamo per intero.

Egregio Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei a nome della comunità slovena in Italia per esprimere il nostro stupore e profonda preoccupazione in merito al tenore delle parole espresse durante la ricorrenza del Giorno del Ricordo.

Mai come questa volta i contenuti delle orazioni ufficiali tenute dalle massime autorità locali e nazionali sono state connotate da un approccio unidirezionale, senza un minimo accenno a quella complessità citata anche nell’ art. 1 della Legge 30 marzo 2004, n. 92 con la quale venne giustamente istituita tale ricorrenza e dove,  oltre a  “riconoscere il 10 febbraio quale »Giorno del Ricordo« al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra”, sicuramente non a caso viene citata anche “la  più complessa vicenda del confine orientale“. E proprio di questa complessa vicenda non vi è stata traccia nei molteplici interventi ufficiali, nei quali si è preferito, con frasi a effetto, additare un unico colpevole del prima e del dopo e dimenticare le atrocità del fascismo.

Tale approccio va in una direzione completamente opposta a quella delineata dallo storico incontro dei tre Presidenti della Repubblica Italiana, della Slovenia e della Croazia in occasione del concerto della pace di Trieste nel luglio 2010, quando una presa di coscienza comune sulle tragedie subite dalle popolazioni di queste terre sancì ciò che doveva diventare il patrimonio comune di tutti noi: mai più guerre né violenze, ma rispetto reciproco nella diversità, rispetto delle tragedie e rispetto della verità storica, che non va manipolata e sulla quale non ci devono essere speculazioni di natura politica di alcun genere.

In tal senso vorremmo ricordare il preziosissimo lavoro svolto dalla Commissione mista storico-culturale italo-slovena istituita nel 1993 tra i Ministri degli Affari Esteri d’Italia e Slovenia, con la finalità di effettuare una globale ricerca e disamina di tutti gli aspetti rilevanti nella storia delle relazioni politiche e culturali bilaterali.

La Commissione sopra indicata, composta da un Copresidente e sei membri per ciascuna delle due parti, si poneva l’obiettivo di produrre un rapporto finale da sottoporre ai due Governi. Ricordiamo solo i nomi dei componenti per parte italiana: il Prof. Sergio Bartole (Copresidente), il Prof. Fulvio Tomizza, il Sen. Lucio Toth, il Prof. Fulvio Salimbeni, il Prof. Elio Apih, la Prof.ssa Paola Pagnini, il Prof. Angelo Ara ed in seguito anche il Prof. Giorgio Conetti, la prof. Marina Cattaruzza, e il prof. Raoul Pupo, tutti nomi di prim’ordine e al di sopra di qualsiasi sospetto o dubbio relativo all’ imparzialità di giudizio.

Ebbene, proprio il difficile e impegnativo lavoro svolto per molti anni da questi storici dovrebbe costituire la base per qualsiasi considerazione e intervento sulle molteplici tragedie di queste terre, compreso il dramma dell’esodo e delle foibe che non deve essere in alcun modo dimenticato nè sminuito e tantomeno strumentalizzato.

La comunità slovena del Fvg ha da molti anni intrapreso un percorso di collaborazione con l’associazione degli esuli ANVGD partendo da quello che è il rispetto reciproco per i torti e le violenze subite da una parte e dall’altra. E proprio questo rispetto ha fatto sì che lo spirito di convivenza interetnica e la collaborazione transfrontaliera siano divenuti patrimonio di tutti noi, riportando un clima di serenità tra le varie anime di questa area plurale e multiculturale. Tanto più ciò vale per le due minoranze, quella italiana in Istria e quella slovena in Italia, che rappresentano il collante ideale di queste terre.

Pertanto siamo rimasti colpiti e amareggiati nel sentire delle frasi che ben poco hanno a che fare con la riconciliazione e il rispetto della memoria, anche perché è del tutto risaputo che tra le vittime delle foibe, oltre ai numerosi italiani, c’erano anche diversi sloveni e croati. Auspichiamo quindi una maggiore sensibilità anche in occasioni come questa, per non disperdere il grande lavoro svolto da tutti coloro i quali si sono impegnati per vari decenni nel tentativo di rimarginare le profonde ferite inferte dalla storia alle genti di queste terre di confine.

SSO in SKGZ pisala italijanskemu predsedniku Sergiu Mattarelli

V zvezi z zaskrbljujočimi izjavami, ki so bile podane na spominski slovesnosti pri bazovskem šohtu s strani vidnih evropskih in italijanskih politikov, sta predsednika krovnih organizacij Walter Bandelj (SSO) in Rudi Pavšič (SKGZ) pisala italijanskemu predsedniku Sergiu Mattarelli.

V nadaljevanju pismo objavljamo v celoti.

Spoštovani gospod predsednik,

v imenu slovenske narodne skupnosti  v Italiji se obračava na Vas, da bi Vam izrazila začudenje in globoko skrb v zvezi s tonom izrečenih besed med proslavljanjem dneva spomina.

Še nikoli ni bila vsebina uradnih nagovorov predstavnikov najvišjih krajevnih in državnih oblasti tako enosmerna, brez najmanjše omembe celotnega dogajanja, ki ga ne naključno navaja 1. člen zakona št. 92 z dne 30. marca 2004, s katerim je bilo praviloma uvedeno to proslavljanje in »določa kot dan spomina 10. februar, zato da se ohranja in obnavlja spomin na tragedije Italijanov in vseh žrtev fojb, izselitev prebivalcev iz rodne Istre, Reke in Dalmacije po drugi svetovni vojni«, kot »najbolj zapletena zadeva vzhodne meje«. Prav o tej zapleteni zadevi ni bilo sledu v številnih uradnih posegih, v katerih se je raje z efektnimi stavki pokazalo s prstom samo na enega krivca tako za predvojna, med in povojna dejanja ter se je zamolčalo sramoto fašizma.

Ta pristop gre v povsem nasprotno smer od tiste, ki so jo začrtali predsedniki treh držav Italije, Slovenije in Hrvaške na zgodovinskem srečanju ob koncertu miru v Trstu julija 2010, ko so se dogovorili, naj postane zavest o tragedijah, ki so jih doživeli prebivalci teh krajev, del skupne dediščine vseh nas: nič več vojn, nasilja, temveč vzajemno spoštovanje raznolikosti, spoštovanje tragedij in spoštovanje zgodovinske resnice, ki je ne bi smeli potvarjati in izkoriščati v politične namene.

V tem smislu bi radi opozorili na zelo dragoceno delo, ki ga je opravila mešana italijansko-slovenska zgodovinsko-kulturna komisija, ki sta jo ustanovili zunanji ministrstvi Republike Italije in Slovenije z namenom, da izvede obsežno raziskavo in prouči dogajanje z vseh pomembnih vidikov v zgodovini kulturnih in političnih bilateralnih odnosov.

Zgoraj omenjena komisija, ki jo je ob sopredsednikih sestavljalo še šest članov za vsako državo, si je zadala kot cilj pripravo končnega poročila za obe vladi. Naj navedemo samo imena italijanskih članov: prof. Sergio Bartole (sopredsednik), prof. Fulvio Tomizza, sen. Lucio Toth, prof. Fulvio Salimbeni, prof. Elio Apih, prof. Paola Pagnini, prof. Angelo Ara, potem še prof. Giorgio Conetti, prof. Marina Cattaruzza in prof. Raoul Pupo. Gre za samo zveneča imena, ki ne dopuščajo sumom ali dvomov v nepristranskost mnenj.

Prav to težko in zahtevno delo, ki so ga dolga leta opravljali tile zgodovinarji, bi moralo biti podlaga za vsakršno mnenje in poseg o številnih tragedijah teh krajev, vključno z dramo eksodusa in fojb, ki nikakor ne sme biti pozabljena, ne zmanjšana, še manj pa izkoriščena.

Slovenska narodna skupnost v Furlaniji Julijske krajini že vrsto let sodeluje z ezulskim združenje ANVGD, izhajajoč iz predpostavke vzajemnega spoštovanja pretrpelih krivic in nasilja vsak na svoji strani. Ravno to spoštovanje je omogočilo, da je duh medetničnega sobivanja in čezmejnega sodelovanja postal dediščina vseh nas, in prevetrilo različne duše tega pluralnega in večkulturnega območja. Toliko bolj velja to za obe manjšini, italijansko v Istri in slovensko v Italiji, ki predstavljata idealno povezavo teh krajev.

Zato so nas prizadele in užalostile besede, ki nimajo veliko opraviti s spravo in spoštovanjem spomina, saj je splošno znano, da med žrtvami fojb niso bili samo Italijani, ampak je bilo tudi več Slovencev in Hrvatov. Zato tudi ob priložnostih, kot je bila ta, pričakujemo večjo občutljivost, zato da se ne izniči pomembno delo vseh tistih, ki so si več desetletij prizadevali zaceliti globoke rane, ki jih je zgodovina povzročila ljudem na teh mejnih območjih.

S spoštovanjem,

Walter BandeljPredsednik SSO

Rudi Pavšič – Predsednik SKGZ

SSO in SKGZ pisala predsedniku Dežele FJk v zvezi z zastopstvom v parlamentu

Predsednika dveh krovnih organizacij Walter Bandelj (SSO) in Rudi Pavšič (SKGZ) sta naslovila pismo deželnemu predsedniku Massimilianu Fedrigi, v katerem ga spodbujata naj poseže v korist zajamčenemu zastopstvu. V pismu izražata pričakovanje, da bo predsednik Fedriga z razumevanjem in konkretno pomagal v prizadevanju za dosego zajamčenega mesta slovenskega predstavnika v obeh vejah italijanskega parlamenta.

Predsednika Bandelj in Pavšič v pismu spominjata, da poteka v tem času v senatu razprava o zakonskem predlogu o spremembi 56., 57. in 58. člena italijanske ustave, to je členov, ki zadevajo zmanjšanje števila senatorjev in poslancev, kar bo še bolj otežkočilo nadaljnjo prisotnost slovenskih predstavnikov v rimskem parlamentu. K zakonskemu predlogu so potrebne določene spremembe. O tem so že bili predlagani določeni amandmaji, ki zadevajo zvišanje števila senatorjev in poslancev v deželi FJK, od katerih naj bi bil eden v vsaki veji parlamenta izraz slovenske narodne skupnosti, kot je omenjeno v samem zaščitnem zakonu.

Pri tem opozarjata deželnega predsednika, da se je večkrat izrekel v podporo slovenski prisotnosti v rimskem parlamentu, ne nazadnje med  uradnim obiskom v Ljubljani pri slovenskem zunanjem ministru Miru Cerarju in pri predsedniku države Borutu Pahorju. “Zaradi tega se obračamo do Vas, da v svojstvu predsednika Dežele FJK, ki ima svojo specifičnost tudi zaradi prisotnosti naše narodne skupnosti, postorite potrebne posege v Rimu. Prepričana sva, da bo Vaša intervencija pozitivno vplivala na odločitve pri sprejemanju ustavnega zakonskega predloga”, je že zapisano v pismu SSO in SKGZ.

Skupno pismo krovnih organizacij se zaključuje s prepričanjem, da bo ugodna rešitev in ustavno jamstvo za stabilno prisotnost Slovenca v obeh vejah parlamenta pomenilo nadgradnjo zdajšnjega odnosa države in dežele do naše narodne skupnosti ter obenem okrepilo bilateralne odnose med Slovenijo in Italijo in še posebej z Deželo Furlanijo Julijsko kajino.

V občini Prapotno raste skrb za slovenski jezik

Županja Forti sprejela delegacijo SSO

Uporaba slovenskega jezika, ovrednotenje krajevnih uprav in dvojezični pouk so bile teme, o katerih je včeraj tekla beseda na občini Prapotno. Predsednik Sveta slovenskih organizacij se je namreč srečal s tamkajšnjo županijo Marioclaro Forti in jo seznanil z nameni in delovanjem krovne organizacije, ki vključuje tudi sodelovanje z občinskimi upravami vključenimi v seznam 32 občin, kjer se izvaja zaščitni zakon 38/2001.

Srečanja v občinski hiši v Prapotnem so se udeležili še videmski člani izvršnega odbora SSO Ezio Gosgnach in Luciano Lister ter član nadzornega odbora Michele Coren. Prisotna sta bila tudi odgovorna za videmski in goriški urad SSO Susanna Scuderin in Julijan Čavdek.

Županja Forti je predstavnikom SSO predstavila občino, ki je trenutno sklenila pogodbo za dvojezčno okence z občino Špeter in bo imela nekajkrat na teden na razpolago osebo z znanjem slovenščine. V kratkem bodo po občinskem teritoriju postavili tudi dvojezične table.

Zelo pozitivno gledajo na sodelovanje z občinami s slovenske strani meje, v prvi vrsti s Kanalom in občino Brda, v kateri si prizadevajo za vključitev v seznam Unesco. Pohvale je bil s strani županje deležen štirinajstdnevnik Dom, ki redno poroča o dogajanju v beneških občinah.

Posebno poglavje je bilo šolstvo. Osnovna šola v Prapotnem ima dober vpis, kar je za občinsko upravo izreden uspeh, saj je bila pred leti na robu zaprtja. Učenci se učijo tudi slovenščine, vendar je za županjo Fortijevo premalo ur namenjenih slovenskemu jeziku. V tem smislu je bilo ugotovljeno, da bi bilo potrebno zahtvati izvajanje 12. člena zaščitnega zakona, ki predvideva kurikularno učenje slovenščine na teritoriju, kjer v videmski pokrajini živi slovenska narodna skupnost.

Srečanje se je zaključilo z obojestransko obvezo po tesnejšem sodelovanju.

Tiskovni urad SSO

Kam in kako naprej?

SSO, Gorica / Posvet z dr. Saro Brezigar o stanju naše narodne skupnosti v Italiji.

Jedro slovenske narodne skupnosti v Italiji se nezadržno krči. Katera je najboljša strategija, da ga ohranimo in okrepimo? Da bi subjekti našega kulturnega in družbenega življenja bili kos perečemu izzivu, je Svet slovenskih organizacij priredil 15. januarja v Trgovskem domu v Gorici za svoje članice posvet o stanju slovenske narodne skupnosti v Italiji in potrebah za prihodnost. Dr. Sara Brezigar, priznana strokovnjakinja s področja strateškega upravljanja s človeškimi viri, ki je tudi predsednica Slovenskega raziskovalnega inštituta in sodelavka Inštituta za narodnostna vprašanja v Ljubljani, je ožjemu krogu t. i. “političnih odločevalcev”, ki tako ali drugače sprejemajo odločitve v svojih organizacijah, v odlično zasnovani sintezi predstavila stanje slovenske narodne skupnosti v Italiji na podlagi raziskav, ki jih je opravil Slori v zadnjih 10-15 letih, nato je bila možnost za zanimivo in nadvse aktualno debato.
Po uvodnem pozdravu predsednika SSO Walterja Bandlja je gostja zbrane pozvala, naj razmislijo, kaj želijo doseči v prihodnosti, in poskusijo se ne ukvarjati s preteklostjo. “Večkrat smo v skupnosti v stanju, ko ne vemo, v katero smer bi šli”. To je veliki izziv današnje skupnosti. Soočamo se s problemi, ki niso nujno omejitve, temveč neka navodila, usmeritve. Pomembno je razumeti izzive časa in nato premisliti način, kako bi se morala skupnost preobraziti, da se z njimi lahko uspešno soočimo. Na vprašanje, kdo danes sestavlja slovensko skupnost, so zbrani ugotovili, da pripadnike naše skupnosti oz. njenega “trdega jedra” danes definirajo jezik, identiteta, sodelovanje v življenju skupnosti, šolstvo, narodna pripadnost. V širšem krogu so “manj intenzivni pripadniki naše skupnosti”, ljudje, ki se čutijo Slovence in ne govorijo slovensko; še več je takih, ki govorijo slovensko in se ne čutijo Slovenci, čeprav poznajo naše običaje in način življenja. Nato je še večji krog ljudi, ki se ne počutijo Slovenci in ne govorijo slovensko, so pa nekako povezani z našim življenjem. “Naša skupnost se primarno identificira na osnovi jezika. To je naša primarna identifikacija”. Ko se nam dogaja asimilacija, v bistvu prehajamo iz trdega jedra navzven. “To je nekaj popolnoma normalnega, vse manjšinske skupnosti se soočajo s tem procesom”: zaradi izseljevanja, mešanih zakonov, različnih interesov itd. preprosto izgubljajo svoje pripadnike. Velik problem naše skupnosti je, da procesa asimilacije ne znamo nadomestiti s procesom, ki gre v nasprotno smer, s pridobivanjem pripadnikov skupnosti. Predavateljica je tudi prek konkretnih primerov dokazala, da “identiteta ni nekaj fiksnega, nekaj, kar pridobimo ob rojstvu in nam ostane. Identiteta je nekaj, kar se spreminja v našem življenju, pa tudi iz generacije v generacijo”. Politika, ki jo vodimo kot skupnost, nam lahko omogoča, da ljudi približamo temu našemu jedru ali pa ne. Proces asimilacije je avtomatičen; obratni proces pa je treba zelo skrbno in načrtno gojiti za to, da do njega prihaja. Problemi, ki jih imamo kot skupnost, so v veliki meri odvisni od tega; mimo demografskih problemov je jedro vedno manjše, zunanji pasovi pa so vedno širši. “Pripadnike zunanjih pasov lahko imamo za odpadnike, lahko pa jih tudi gledamo kot potencial, ki se približuje jedru”. Krepiti moramo prav proces, da se ljudje iz zunanjih pasov (lahko tudi pripadniki večinskega naroda) približujejo jedru. Skupnost lahko vzpostavlja pogoje, da bo nekdo (ali njegovi potomci) prišel v jedro; in identiteta se bo avtomatično razvila. Kot skupnost moramo imeti strategije in mehanizme, kako to lahko spodbujamo. “Pot je ta, alternative ni”! Asimilacijo lahko torej zajezimo samo s procesom, ki gre v obratno smer: to storimo tako, da ljudi naučimo slovensko in jih poskusimo vključiti v naše okolje, ki bi seveda moralo spodbujati slovenski jezik. “Če želimo kot skupnost ostati ali se krepiti, si moramo nujno prizadevati za to”. Italijani, ki znajo slovensko, so “naša edina možnost preživetja”, če se bodo približali jedru, v katerem se bodo njihovi otroci morda počutili člani naše skupnosti.
Slika pripadnikov naše skupnosti danes je precej drugačna od tiste izpred 20 let; tudi načini komuniciranja so drugačni: če jih ne obvladamo, določenih oseb ne bomo dosegli. Izzivi slovenske skupnosti v Italiji se danes pojavljajo na področju šolstva, kulturnih, športnih in drugih dejavnosti, medijev, politične participacije, participacije pri upravljanju naše skupnosti, ekonomije, jezika. Gostja je o vsakem nekaj povedala in nakazala več možnih usmeritev oz. koristnih napotkov. Premik nam lahko pomaga narediti primerna jezikovna politika, skupek parametrov, standardov, smernic, ki si jih skupnost postavi glede tega, kaj želi doseči na določenem področju. Jezikovna politika lahko pomaga krepiti vrednost jezika in jedro skupnosti, lahko širi jezikovno skupnost in uveljavlja narodno skupnost v širšem okolju.

Danijel Devetak, Novi glas – Kam in kako naprej?

Razpelo je vredno izpostaviti v javnem prostoru

Svet slovenskih organizacij izraža začudenje nad razpravo in nad sklepom dolinskega občinskega sveta proti izpostavljanju razpela v občinskem svetu v Dolini in v drugih javnih prostorih, kot so npr. šole. SSO tudi obžaluje dejstvo, da se o razpelu še vedno razpravlja na podlagi ideološkega pristopa, ki ni več aktualen. Prav tako vreden obžalovanja je poizkus povezovanja razpela s kraljevimi zakoni iz časa fašističnega režima. Sodobni pristop do glavnega simbola krščanske vere, ki priča o popolnem žrtvovanju Kristusa za odrešenje človeka, bi moral biti povsem drugačen in spoštljiv. Za neverujoče pa je lahko vsekakor simbol bližine, solidarnosti, pomoči šibkejšim, dialoga in sprave.

Svet slovenskih organizacij, ki svoje delovanje naslanja tudi na krščansko vero, smatra, da bi izpostavljanje razpela bilo le v obogatitev javnih prostorov, in to najprej zaradi razlogov, ki so zgoraj navedeni, nato pa tudi zaradi zgodovine same. Ne smemo namreč pozabiti pomembne vloge, ki jo je imela krščanska vera za slovenski jezik in narod od 9. stoletja p.Kr. do današnjih dni. Tega ne smemo pozabiti še posebno Slovenci na Primorskem, ki smo v hudih časih raznarodovanja imeli v katoliških duhovnikih nezamenljivo podporo in pomoč.

Svet slovenskih organizacij v tem smislu poziva, da se tudi v javnih prostorih ovrednoti izpostavljanje razpela, kot simbola pozitivnih družbenih vrednot in naše skupne evropske dediščine.

Organi SSO 1990-1993

Organi SSO za obdobje 1990-1993 so bili izvoljeni na četrtem občnem zboru, ki je potekal 27. oktobra 1990 v Finžgarjevem domu na Opčinah pri Trstu. Občni zbor je potekal pod motom V nova obzorja.

Predsednica izvršnega odbora SSO

Marija Ferletič

Marija Ferletič je bila na občnem zboru potrjena za deželno predsednico Sveta slovenskih organizacij.

Izvršni odbor SSO

  • Carlo Bresciani (Gorica)
  • Marjan Jevnikar (Trst)
  • Marij Maver (Trst)
  • Sergij Pahor (Trst) – Pokrajinski podpresednik za Tržaško
  • Damjan Paulin (Gorica) – Podpredsednik za Goriško
  • Ernesto Quinzi (Gorica)
  • Tomaž Simčič (Trst)
  • Simon Prescheren (Videm) – Pokrajinski podpredsednik za Videmsko
  • Franka Žgavec (Gorica)

Nadzorni odbor SSO

  • Andrej Bratuž (Gorica)
  • Zorko Harej (Trst)
  • Martin Kranner (Gorica)
  • Marjan Kravos (Trst)
  • Edi Žerjal (Trst)

Organi SSO 2018 – 2021

Il Presidente del Comitato Esecutivo

Walter Bandelj

Walter Bandelj è stato riconfermato alla carica di presidente regionale durante la prima seduta del nuovo Comitato esecutivo del SSO, che si è tenuta mercoledì 5 dicembre 2018 a Trieste.

Il presidente Bandelj è stato già alla guida dell’organizzazione apicale nel triennio 2015 – 2018. Ancor prima è stato a capo del SSO per la provincia di Gorizia. Inoltre, è membro della Commissione regionale consultiva per la minoranza slovena del FVG e consigliere comunale a Gorizia.

Walter Bandelj è nato il 27 maggio 1970 a Gorizia, dove ha frequentato le scuole con lingua d’insegnamento slovena ed ha conseguito il dipoloma presso l’Istituto commerciale Ivan Cankar. Di professione è impiegato nel settore bancario. Già da piccolo è stato attivo nell’organizzazione scout e ne circolo culturale a Piedimonte, dove è stato membro del coro misto e della gruppo vocale Akord. E’ stato anche per vari mandati nel Consiglio direttivo dell’Unione dei circoli cattolici sloveni e membro dell’Associazione Anton Gregorčič di Gorizia.

Walter Bandelj ha preso parte del gruppo che qualche anno fa ha preparato il nuovo statuto del Teatro stabile sloveno.

Il Presidente del SSO Walter Bandelj può contare anche su diverse esperienze nell’ambito politco amministrativo. Per quindici anni è stato presidente del Consiglio circoscrizionale di Piedimonete, nel 2012 è stato eletto come candidato della Slovenska skupnosti nel Consiglio comunale di Gorizia.

Comitato esecutivo

Walter Bandelj (Gorizia) – Presidente regionale

Dr. Maja Lapornik (Trieste) – Vicepresidente provinciale per Trieste

Franca Padovan (Gorizia) – Vicepresidente provinciale per Gorizia

Anna Wedam (Udine) – Vicepresidente provinciale per Udine

Larissa Borghese (Udine)

Ivo Corva (Trieste)

Marko Černic (Gorizia)

Ezio Gosgnach (Udine)

Blaž Kersevan (Gorizia)

Filip Hlede (Gorizia)

Luciano Lister (Udine)

Mario Maver (Trieste)

Mitja Petaros (Trieste)

Sandro Quaglia (Udine)

Lucija Tavčar (Trieste) – responsabile per il mondo giovanile

Collegio dei Sindaci

Matjaž Rustja (Trieste) – Presidente

Marco Braini (Gorizia) – Membro ordinario

Michele Coren (Videm) – Membro ordinario

Collegio dei Probiviri

Ivo Cotič (Gorizia) – Presidente

Tomaž Simčič (Trieste)

Loretta Primosig (Udine)

Consiglio regionale

SSO-SKGZ: restituire il Narodni dom

Rudi Pavšič, presidente SKGZ, e Walter Bandelj, presidente SSO, hanno inviato a nome delle organizzazioni di riferimento degli sloveni in Italia – la Slovenska kulturno-gospodarska zveza-Unione Culturale Economica Slovena e lo Svet slovenskih organizacij-Confederazione delle organizzazioni – in merito alla restituzione dell’immobile, già Narodni dom, in Via Filzi a Trieste ai ministri degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi e sloveno Karl Erjavec la seguente lettera:

»L’articolo 19 della legge di tutela della minoranza linguistica slovena in Italia n. 38/2001 (Restituzione di beni immobili) a tutt’oggi non ha trovato attuazione. Ci preme sottolineare in particolare la questione della casa di cultura, già Narodni dom, di Via Filzi a Trieste. L’edificio è un simbolo della storia culturale ed economica della comunità nazionale slovena in Italia. Oggi è sede dell’Università di Trieste, alla quale è stato assegnato quasi trent’anni fa dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.

Anni di sforzi da parte della comunità slovena hanno prodotto solamente la restituzione in uso di una piccola parte del piano terra, che è stata messa a disposizione della Biblioteca Nazionale e degli Studi slovena.

Il rettore dell’Università di Trieste, dott. Maurizio Fermeglia, ad un incontro con il Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena ha espresso la disponibilità, affinché venga attuato l’articolo 19 della Legge 38/2001. La legge prevede che l’immobile diventi sede delle istituzioni culturali e scientifiche slovene e italiane. Allo stesso tempo ha sottolineato la necessità di individuare una sede alternativa per i dipartimenti universitari che hanno sede in Via Filzi. Il tutto è realizzabile con il supporto finanziario delle amministrazioni pubbliche, poiché il rettore è conscio del valore simbolico che il Narodni dom rappresenta per gli sloveni.

Esiste inoltre un accordo sottoscritto dal Suo predecessore Angelino Alfano ed il Ministro degli esteri della Repubblica di Slovenia Fran Erjavec lo scorso novembre. L’accordo prevede che il Governo Italiano provvederà alla restituzione dell’immobile nei termini stabiliti dalla legge di tutela.

Le scriventi organizzazioni rappresentative degli sloveni in Italia si aspettano pertanto dei passi concreti nella realizzazione dell’accordo. Numerose istituzioni slovene, tra le quali la Glasbena matica – Centro musicale Sloveno, e la Narodna in študijska knjižnica – Biblioteca nazionale e degli Studi, necessitano urgentemente di strutture adeguate per poter svolgere al meglio le proprie attività culturali e scientifiche. La minoranza slovena, insieme ad altre comunità linguistiche, desidera realizzare qui un centro multiculturale che confermerebbe la tradizione multilingue della nostra città che diventerebbe così simbolo di convivenza.

Ribadiamo il nostro interesse e la necessità dell’attuazione dell’articolo 19 della Legge di tutela per quanto riguarda la restituzione del Narodni dom anche nello spirito dell’accordo bilaterale. Il ritorno definitivo del Narodni dom alla comunità nazionale slovena sarebbe il modo migliore per ricordare il centenario del suo devastante incendio doloso avvenuto il 13 luglio 1920.«

 

Trieste, 3 luglio 2018

Sostegno dello SSO all’iniziativa “Isonzo, fiume sacro ai popoli d’Europa”

Lo Svet slovenskih organizacij – Confederazione Organizzazioni Slovene esprime pieno appoggio e solidarietà ai sindaci dei Comuni di Sagrado, Gradisca d’Isonzo, San Canzian d’Isonzo e Fiumicello per la decisione di denominare il fiume Isonzo come »fiume sacro ai popoli d’Europa«. Tale denominazione esprime lo spirito europeo proiettato verso il superamento definitivo delle barriere storiche che sono nate a causa dei due confitti mondiali e a causa delle ideologie del XX. Secolo. Non solo, esprime anche una realtà storica, che testimonia come durante la prima guerra mondiale proprio sull’Isonzo molti furono i popoli che all’interno dei rispettivi eserciti si dovettero affrontare in battaglie cruente e disumane.

La scelta di denominare l’Isonzo come »fiume sacro ai popoli d’Europa« fa onore alle municipalità di Sagrado, Gradisca d’Isonzo, San Canzian d’Isonzo e Fiumicello. Purtroppo tutto questo è in questi giorni oggeto di innacettabili ed anacronistichi attacchi e oscuramenti della nuova cartellonistica, che dovrà essere oggetto di indagine delle forze dell’ordine proposte per evitare il ripetersi di tali subdole azioni.

Lo Svet slovenskih organizacij – Confederazione Organizzazioni Slovene auspica che tali spiacevoli fatti non siano un freno per quanto viene fatto per la valorizzazione storica e culturale dei nostri territori sulla base dello spirito europeo e della collaborazione transfrontaliera, ma che si possa con maggiore determinazione dare seguito ad ulteriori simili iniziative alle quali esprime ancora una volta il pieno sostegno.

Rappresentanza slovena nel parlamento italiano. Nota dello SSO e del SKGZ.

I presidenti dello SSO-Confederazione Organizzazioni Slovene Walter Bandelj e del SKGZ-Unione Econimco-Culturale Slovena Rudi Pavšič hanno scritto ai presidenti della Repubblica d’Italia e della Slovenia Sergio Mattarella e Borut Pahor riguardo la questione aperta della rappresentanza slovena nel parlamento italiano.

Il testo integrale della lettera.

Egregi Signori Presidenti,

la comunità nazionale slovena in Italia è orgogliosa dell’elezione della senatrice Tatjana Rojc e ha apprezzato che il Partito democratico l’abbia inserita nella propria lista di candidati. In tutto il dopoguerra questo partito e i suoi predecessori hanno sempre fatto in modo che un rappresentante della nostra comunità fosse eletto alla Camera o al Senato.

Finora la nostra presenza nel Parlamento italiano è stata quindi garantita esclusivamente dai partiti del centrosinistra. Il ruolo dei rappresentanti sloveni a Roma è stato da sempre fondamentale, in quanto molto hanno fatto non solo a favore della nostra comunità, ma anche dell’intera realtà regionale. Inoltre si sono impegnati a promuovere la collaborazione transfrontaliera, rafforzando così i rapporti tra Italia e Slovenia.

Egregi Signori Presidenti,

oggi siamo preoccupati, poiché non abbiamo alcuna certezza che anche in futuro potremo contare sulla preziosa presenza dei nostri rappresentanti nel Parlamento italiano. Siamo altresì convinti che alla nostra comunità dovrebbe essere garantito per legge un seggio sia al Senato che alla Camera dei Deputati, nel rispetto delle specifiche norme previste dalla Legge di tutela n° 38/2001. Questa legge però non prevede alcuna garanzia di elezione come ad esempio è garantito per la minoranza tedesca in Alto Adige e per quella francese in Valle d’Aosta.

Potrebbe inoltre accadere che la XVIII legislatura, iniziata il 23 marzo 2018, possa interrompersi prima della sua scadenza naturale e che venga approvata una nuova legge elettorale. Se ciò dovesse succedere, sarebbe per la nostra comunità importante che la nuova legge includesse l’elezione garantita dei nostri rappresentanti.

Egregi Signori Presidenti,

abbiamo già esposto queste nostre considerazioni all’attenzione dei Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati. Siamo convinti di poter contare anche sul Vostro aiuto e impegno, affinché la comunità nazionale slovena sia adeguatamente rappresentata in Parlamento.«

 

Trieste 25 maggio 2018

Inaccettabile l’esculsione dello sloveno durante i riti liturgici

Lo Svet slovenskih organizacij-Confederazione Organizzazioni Slovene esprime seria preoccupazione riguardo l’esculusione dell’uso della lingua slovena durante la celebrazione della prima comunione nella chiesa parrocchiale a San Pietro al Natisone. Preoccupa particolarmente il fatto che parti della liturgia sono state lette in altre lingue, il che è bello e giusto, ma si è escluso la lingua autoctona slovena, per la quale avevano fatto richiesta alcuni genitori. In questo senso va un particolare ringraziamento alla sig.ra Giulia Strazzolini, che si è pubblicamente adoperta in favore dell’uso dello sloveno. E’ totalmente fuori luogo e lontano dalla realtà la giustificazione dell’esclusione della lingua slovena in quanto lingua non parlata a San Pietro al Natisone e nella fascia confinaria della provincia di Udine.

Lo SSO-Confederazione Organizzazioni Slovene ritiene quanto accaduto inaccettabile e anacronistico con quanto sta accadendo negli ultimi anni in cui la presenza della minoranza slovena nella provincia di Udine viene non solo riconosciuta ma anche valorizzata. Cosa che tra l’altro vale anche per la Chiesa locale, il che rende l’accaduto ancor più sorprendente e spiacevole. In questo senso i vertici dello SSO-Confederazione Organizzazioni Slovene nei prossimi giorni si metteranno in contatto con i responsabili locali della Chiesa udinese, affinchè casi come questo non si ripetano.

Lo SSO-Confederazione Organizzazioni Slovene confida nel vescovo di Udine msgr. Andrea Bruno Mazzocato e nel parroco di San Pietro don Michele Zanon affinchè la questione abbia un risvolto positivo che confermerà alla lingua slovena il posto che le spette in base alla presenza sul territorio d’insediamento della minoranza slovena nella provincia di Udine. Infatti non sarà d’aiuto a nessuno se questo infelice avvenimento dovrebbe interessare ambiti al di fuori della Chiesa locale.

Cividale del Friuli / Čedad, 17 maggio 2018

Dom

  • Quindicinale di informazione
  • Borgo San Domenico n. 78 – C.P. n. 85
  • 33043 – Cividale del Friuli (UD)
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Il futuro è nel’autonomia politica

Solamente l’autonomia politica può dare alla minoranza nazionale slovena il peso politico che gli spetta in base alla presenza storica sul territorio regionale e della specialità statutaria della Regione FVG. L’attività politica dei rappresentanti sloveni sulle liste dei pariti nazionali è stata in passato per certi versi positiva, ma oggi sta evidenziando le conseguenze negative intrinseche, in primo luogo con il fatto che l’opzione di centro sinistra non è più in grado di garantire la rappresentanza slovena nelle principali istituzioni.

Lo Svet slovenskih organizacij-Confederazione Organizzazioni Slovene come organzzazione apicale degli Sloveni in Italia ha sostenuto l’autonomia politica fin dalla propria istituzione avvenuta nel 1974. In questo senso lo SSO-Confederazione Organizzazioni Slovene per le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del FVG sostiene la Slovenska skupnost, partito di raccolta degli Sloveni in Italia e invita a votare per i candidati presenti nelle liste della SSk contraddistine dal ramoscello di tiglio.

Queste sono state le conclusioni dell’incontro tra i membri del comitato esecutivo dell’SSO-Confederazione Organizzazioni Slovene e i candidati della SSk, che ha avuto luogo lunedì 23 aprile a Trieste. Hanno parteciapto all’incontro il presidente regionale del SSO-Confederazione Organizzazioni Slovene Walter Bandelj, il segretario regionale e consigliere regionale uscente SSk Igor Gabrovec e alcuni candidati della SSk alle elezioni regionali.

Il partito della Slovenska skupnost si presenta con le proprie liste elettorali in tutte le cinque circoscrizioni, il che da la possibilità di votare per la lista di espressione della minoranza slovena in tutta le regione. inoltre, la SSk partecipa alle elezioni in base alla particolare modalità elettorale prevista dalla normativa regionale, il che rappresenta anche un ulteriore motivo di sostegno con il fine di ottenere la rappresentanza della minoranza slovena nel principale istituzione regionale, il Consiglio regionale del FVG.

ZSŠDI

  • Unione delle associazioni
  • sportive slovene in Italia
  • Via Cicerone, 8
  • 34133 Trieste (TS)
  • Tel. +39 040 635627
  • trst@zssdi.it
  • www.zssdi.it

ZSKP-UCCS

  • Zveza slovenske katoliške prosvete
  • Unione dei circoli cattolici sloveni
  • Viale  XX Settembre, 85
  • 34170 Gorizia (GO)
  • Tel. +39 0481 538128
  • zskp_gorica@yahoo.it

ZCPZ – Trieste

  • Associazione cori parrochiali di Trieste
  • Via G. Donizetti, 3
  • 34133  Trieste (TS)
  • Tel. +39 040 370846
  • Fax +39 040 633307